I bambini italiani sono obesi? Sembra proprio di sì!

Purtroppo i bambini italiani non si possono considerare più solo cicciottelli, ma la direzione presa è quella dell’obesità. I dati pubblicati dal Ministero della Salute, infatti, confermano che oltre un milione di bambini è sovrappeso o obeso; complessivamente oltre il 30% dei bambini è in condizioni di sovrappeso o di obesità, con percentuali più alte nelle regioni del centro e del sud Italia, questo significa che almeno uno su tre ha da pochi a molti chili di troppo (in Campania un bambino su due). Una vera e propria emergenza che il Network Genitori Pediatri Scuola, con la partecipazione del Ministero della Salute insieme alla Società Italiana di Pediatria e la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, affronta suggerendo 10 semplici regole nella guida “Allarme obesità, combattiamola in dieci mosse”.

Ecco quindi le 10 regole anti-obesità:

  1. allattamento al seno: protrarlo per almeno 6 mesi riduce il rischio di obesità in quanto pare che l’effetto benefico del latte materno si manifesti soprattutto grazie alla riduzione di fattori di crescita come l’IGF-1 e dell’insulina, tanto che sembra che allattare al seno protegga nei confronti del diabete;
  2. svezzamento dopo i sei mesi: nel 2008 laEuropean Society of Pediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition ha stabilito che è il modo migliore per ridurre la possibilità di sovrappeso, in quanto il latte materno è l’alimento più completo e adeguato per le necessità nutrizionali dei bimbi appena nati (comunque lo svezzamento non dovrebbe mai iniziare prima di 17 settimane o dopo 26);
  3. apporto di proteine nei primi due anni: mediamente i bimbi introducono troppproteine facilitando l’accumulo di grasso; ideale è non superare i 20 grammi di formaggio (un cucchiaino di grana) e i 30 grammi di prosciutto cotto al giorno, limitando la carne a 30 grammi fino ai 12 mesi senza andare oltre i 40 grammi fra i 12 e i 24 mesi. In caso di allattamento non al seno, per limitare l’assunzione di proteine, è bene scegliere tipi di latte a basso contenuto proteico e introdurre il latte vaccino almeno dopo i 12 mesi (meglio dopo i due anni), limitando la dose a 300 grammi al giorno (il latte vaccino aumenta la produzione di insulina e fattori di crescita che potenziano il senso della fame aumentando il rischio di problemi metabolici e di accumulo di grasso corporeo;
  4. evitare bevande caloriche e molto zuccherate: eliminare succhi di frutta, tisane, tè freddi e simili; questo principio vale anche per i bambini un po’ più grandicelli;
  5. togliere il biberon entro i due anni: il rischio è che, data la facilità di utilizzo, si consumi una quantità di latte o succhi superiore al fabbisogno;
  6. non utilizzare il passeggino dopo i 3 anni: per favorire il movimento dei bambini sarebbe bene condurli a passeggio il più possibile anziché caricarli sempre sul passeggino. Questa forse è una delle regole più complesse da seguire in quanto si sa che per comodità o paura che il figlio si stanchi troppo si portano in giro seduti anche bimbi di quattro o cinque anni;
  7. calcolare l’indice di massa corporea prima dei sei anni: è una norma molto importante (che non tutti prendono in considerazione) in quanto si possono correggere abitudini sbagliate prima che sia tardi; basta misurare peso e altezza per sapere se il bimbo ha messo su troppi chili;
  8. evitare tv, videogiochi e giochi sedentari prima dei due anni: sarebbe bene poi limitare l’utilizzo di questi apparecchi a non più di otto ore alla settimana;
  9. incentivare il più possibile giochi attivi e di movimento;
  10. preparare porzioni di cibo corrette per l’età del bambino:aiutandosi con una “guida” fotografica per riconoscere le quantità giuste.
  11. La guida “Allarme obesità, combattiamola in dieci mosse”, messa a punto dagli esperti della campagna “Mangiare bene conviene” sarà distribuita dai pediatri ai genitori.«I dati statistici in Italia parlano chiaro. Occorre agire fin dai primi anni di vita per combattere l’obesità, educando i bambini a uno stile di vita corretto già nella prima infanzia. L’obesità è una malattia che spesso si protrae in età adulta favorendo la comparsa di diabete e malattie cardiovascolari». E’ utile coinvolgere anche i genitori e la scuola, l’unica strategia vincente per affrontare il problema in modo serio.

    BORIO GINO personal coach Zerottanta