Coniugare MATERNITÀ –  ALLENAMENTO e CRESCITA di un neonato con la dura carriera di una SPORTIVA è una sfida molto difficile, soprattutto quando si cerca di rispettare i naturali tempi di sviluppo del bambino e la voglia di competere della madre.

 
Quali sono le maggiori difficoltà per una mamma-super atleta?
I due ruoli riescono a essere pienamente compatibili?
E come?
Antonella Gonzales (GIOCATRICE DI Basket) che allatta a bordo campo.

È accaduto in Argentina, durante l’intervallo del match contro il Vélez Sarsfield ha sfamato la piccola Madeleine, sua figlia di 11 mesi. “Essere mamme non impedisce di essere anche atlete” ha dichiarato González.

Antonella González – guardia tiratrice nel Tomás de Rocamora – è la protagonista di uno scatto diventato virale nel weekend durante la sfida di campionato contro il Vélez Sarsfield: lei seduta a bordo campo, durante un intervallo, mentre allatta sua figlia Madeleine di 11 mesi.
 
Durante la sfida – vinta 61-44, con 8 punti, 2 rimbalzi e 1 assist messi a referto dalla 30enne – ha chiesto un attimo di pausa al coach (sua sorella Laura) per sfamare la sua piccola.
 
sport a bordo campo
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IL PARERE DI :
Marcella Marcone, psicoanalista e psicoterapeuta, ex atleta (è stata n.1 d’Italia e azzurra di tennistavolo), con esperienze professionali e pubblicazioni nel mondo del tennis, molto attiva nell’universo femminile e attenta al tema DELLO SPORT, come si capisce immediatamente andando sul blog Maternità 360, di cui è amministratrice.
 
Se per la neo-mamma la carriera sportiva è sempre stata parte essenziale del proprio vivere, ben venga un ritorno agli allenamenti e quindi all’attività di vertice, in modo che possa ritrovare il proprio equilibrio fisico e mentale, pena attraversare una crisi personale che andrebbe anche ad intaccare la serenità come madre.
Ma è necessario non forzare i tempi del rientro. Quando una neo-mamma dedica la maggior parte di sé al ritorno all’attività sportiva, può essere importante un supporto di tipo psicologico affinché trovi un equilibrio corretto tra sport e figlio, in modo che in futuro non si venga a creare una situazione opposta, di iper protezione, per colmare il senso di colpa per non esser stata presente nella prima fase di vita del bambino”.
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“Il mio pensiero”
IO PENSO che, come ho letto in un libro: “ I bambini imparano ciò che vivono” sia giusto insegnargli la bellezza del fare dello sport, di vederlo praticare dai genitori, di praticarlo poi con i giusti tempi e modi e con la giusta e sana PASSIONE, proprio come
è sempre piaciuto a me e che ho fatto con mia figlia!
Per quanto riguarda la “mamma atleta” sicuramente ciò è conciliabile
ma, ripeto, ritengo sia importante stare molto attenti ai tempi, sia quelli fisiologici della madre sia, soprattutto, seguire i ritmi di sviluppo del neonato.
Altro aspetto MEDICO da considerare : nel caso di un’attività agonistica intensa è consigliabile allattare il bambino PRIMA di praticare sport spremendo il latte prodotto DOPO lo sforzo fisico (puoi aiutarti anche con un tiralatte) perché durante la pratica dello sport agonistico il latte è ricco di acido lattico, (non tossico) Può però risultare più amaro e indigesto e, di conseguenza, essere meno accettato dal bimbo.

Gino Borio, personal trainer della palestra zerottanta asti

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